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ARTICOLI

  • monica.fiocco
  • 6 ott 2019
  • Tempo di lettura: 1 min

L'autenticità personale è un grande motore di trasformazione per ciascuno, un volano, in una vita vera.

Tante volte non riusciamo più neppure a scorgerla dentro noi stessi l'autenticità, perché ci insegnano fin da piccoli a compiacere.

E' più semplice, offre maggiori probabilità di essere accettati e accolti, e poi sembrano davvero tutti così contenti, a partire da quel primo contatto con il mondo.

I nostri genitori.

Si impara cosi a fingere, come se fosse nulla, come se fosse giusto, come se fosse educato e avesse un senso, un utilita'.

Accediamo al primo paradosso,

Imparare a nascondere, quando il seme di ogni infelicità, sta proprio dentro questa finzione.

Il primo di tanti.

Il grande dono della vita è onestà di SÉ, con SE', senza il quale siamo solo marionette sul palcoscenico del mondo.

Monica Fiocco



 
 
 
  • monica.fiocco
  • 1 ott 2019
  • Tempo di lettura: 1 min

Non dimentichiamo che mettere davanti ad un altro una "ciotola vuota", sperando che venga riempita con il nutrimento di cui abbiamo bisogno, equivale a mendicare.

Chi mendica non può immaginare di ottenere realmente ciò di cui ha bisogno. Chi mendica deve accontentarsi.

Sa, che cio che ottiene, dipende dall'altro.

Chi passa non ha a cuore il nostro nutrimento, almeno non gli compete.

Chi passa dinnanzi ad un mendicante potrebbe scambiare anche la ciotola vuota per un cestino, e magari lasciarci dentro la sua spazzatura...

Non chiamamo amore gli avanzi.

Solo se la nostra ciotola è piena, possiamo condividerne il sapore, il nutrimento e la bontà del suo contenuto.

Amare significherà donare... non perché vi sia mancanza, Ma solo perche l'abbondanza chiama la condivisione.

Nella mancanza non cresce abbondanza, ma solo il bisogno.

Ogni volta che sentiamo la ciotola del nostro cuore vuota, impariamo a riempirla di CIO' che davvero ci fa bene.

Impariamo a nutrirci di CHI ci fa bene.

Ma bene davvero.

Monica Fiocco

 
 
 
  • monica.fiocco
  • 1 ott 2019
  • Tempo di lettura: 1 min

La certezza di essere ascoltati autenticamente, non fa sentire sprecate al singolo le proprie parole, e' questa é una delle cose piu belle che avviene in un buon colloquio di counseling.

Quelle stesse parole servono a comunicare il vento incostante della propria anima.

Perché poi alcune parole che raccontano di "Se' " aiutano, attraverso la dialettica reinventata, a dare una forma più coerente alla propria esistenza.

Raccontarsi nell'armonia, in quel clima di accettazione che solo un bravo counselor sa creare, è utile, per ancorare la propria vita, in talune fasi di passaggi difficili, ad un piano finito, recuperabile, riscrivibili, consultabile. Narrabile e rinarrabile.

Monica Fiocco

 
 
 
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