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foto e memoria

  • monica.fiocco
  • 30 set 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Una volta le foto erano di carta, lucide oppure opache, i rullini da 24 o 36 scatti, te le sviluppavano in una settimana, ti consegnavano un talloncino giallo  per il ritiro e pagavi anche 25 mila lire.  

Non potevi permetterti  scatti a vuoto, e fotografavi l’essenziale, di un viaggio i momenti piu importanti, coglievi l’essenza difficilmente sprecavi uno scatto, ed era un dispiacere quando ti rendevi conto che qualcuna era sfocata, che ad un'altra mancava un pezzo, sapevi che erano uniche, e che,  il momento che avevi colto, non poteva essere cambiato, e che sarebbe rimasto così impresso per sempre su quella carta. Alla fine le raccoglievi negli astucci colorati omaggio del fotografo, quelli di plastica puzzolente con i foglietti trasparenti, e li riponevi in un cassetto. 


E cosi si conservavano Natali, feste con gli amici,

compleanni, battesimi, vacanze. La vita.

Si sgualcivano le foto, gli si imprimevano su le tracce del tempo, impronte, aloni, orecchie strappi, ma restavano uniche insieme alle loro imperfezioni. 

Ora nel mio smartphone ne ho quasi 5000,  sequenze infinite delle stesse angolazioni, tante per cogliere l’espressione giusta, come se l’imperfetto, il sorriso tirato, lo sguardo socchiuso, non fosse parte ci ciò che va ricordato.

 Basta un “delete” per cancellarle per sempre. 

I miei figli non avranno cassetti pieni di foto da sfogliare, (e se saranno distratti neppure memorie da computer), non avranno foto appese alle pareti, e ritratti sul comodino, avranno memorie virtuali con decine di inquadrature degli stessi particolari a confonderli, a renderli incapaci di afferrare  l’istante perfetto, unico,  quello che solo il cuore umano sa cogliere. 

Io il mio baule di foto ce l’ho, e la considero una fortuna, la mia storia. Ho ancora il piacere di andarmi a guardare il perfetto e l’imperfetto della mia vita, le foto in cui sono venuta bene e soprattutto quelle in cui sono venuta male, e sono proprio  quelle che mi stupiscono sempre , perche nell’imperfezione riconosco ciò che posso cogliere io sola, il resto è solo estetica esistenziale, la vita è bello e brutto mescolati insieme, sapientemente, indissolubilmente.

Monica Fiocco

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