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ragione e sentimento

  • monica.fiocco
  • 30 set 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Ragione ed emozione, processo intellettuale e processo profondo, sono temi vecchi come la cultura stessa,  intorno a questa diatriba si è svolta la maggior parte della speculazione umana in tempi di modernità e anche e soprattutto in tempi più remoti,  e ad oggi,  dopo decenni di sistematica trascuratezza da parte della scienza, il campo delle emozioni sta riscuotendo maggiore successo nei nostri contesti, educativi, umani e psicologici. I processi emozionali possono essere consci, (nel qual caso si parla di sentimenti) o inconsci (assegnazione involontaria di valenza), le emozioni passano nell’ essere umano attraverso molteplici sistemi neocorticali, paleocorticali , sottocorticali, e soprattutto nel  tronco encefalico, la molteplicità dei sistemi rende quasi  impossibile una localizzazione precisa di un qualche sistema limbico, a meno che i confini non li estendiamo largamente,  e malgrado le neuroscienze ancora “brancoli” per trovare luoghi certi e acclarati,  i luoghi delle emozioni e dei sentimenti chiedono un posto d’onore e di rispetto sul podio dell’autodeterminazione e dell’evoluzione umana.

 Stanchi di essere miseri figliastri delle pulsioni della psicolanalisi, si vanno imponendo come entità a se stanti, e se gli organi di senso costituiscono la sentinella degli oggetti della realtà esterna, gli affetti costituiscono gli organi di senso della realtà interna, le antenne della verità della realtà psichica, Sono i report, i notiziari, dal nostro più vicino organo di senso,  fino alla  costa più lontana  della nostra psiche, insomma gli affetti, le emozioni, i sentimenti rappresentano nella realtà psichica individuale  di ognuno un luogo ed una guida, per un approccio alla propria coscienza. Una via maestra di accesso ai luoghi inesplorati dentro noi stessi, che aspirano alla presenza e al chiarore della conoscenza. “Noi siamo le nostre sinapsi”,  come afferma J. Ledoux  ovvero l’essenza di quello che siamo è data dai pattern di interconnettività tra i neuroni del cervello,  infatti  sugli  stati emozionali prototipici, (comuni a tutti gli esseri umani), si inserisce il grado  di interconnettività  di ognuno, che fa la differenza e che ci rende dissimili nella similitudine!

La centralità dell’emozione per la comprensione della vicenda  mentale umana è fondamentale, nessuna evoluzione umana sarebbe stata possibile se non vi si fosse innestata anche e soprattutto una componente emozionale, allora l’umanità tutta deve fare i conti con questa parte, che trova difficoltà a farsi possedere e classificare, che sfugge alla verbalizzazione e alla prigionia di concetti standardizzati, ma che attraversa come linfa vitale le nostre esistenze, donandogli senso.

Monica Fiocco

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