relazioni liquide
- monica.fiocco
- 30 set 2019
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 30 dic 2020

Il mondo cambia continuamente, e con esso tutto ciò che in esso è contenuto. Le nuove frontiere della scienza, della tecnologia, della medicina, della psicologia, spingono sempre più avanti questi confini, anzi in molti casi li travolgono come un fiume in piena e gli "umani" si trovano a doversi riappropriare di nuovi paradigmi, per riadattare la propria identità.
Eppure non si fa in tempo a creare una nuova semantica personale e sociale, che in breve tempo, questa viene bypassata da nuovi input.
Viviamo anche nelle relazioni, di tipo “connessionale”, rapporti istantanei, fugaci, consumistici.
Si tende a “prendere” dall’altro, quello che può servire al bistrattato ego per risollevarsi dallo spettro dell’alienazione.
Il valore di mercato di una "relazione" è relativo a ciò che può apportare in termini utilitaristici, come contenitori vuoti veniamo colmati da qualcosa, un liquido appunto, pronto ad essere travasato, diluito o trasformato.
Ma cosa sono le relazioni liquide?
Brevi interconnessioni narcisistiche, di approvvigionamento energetico, che si esauriscono in fretta, non appena hanno soddisfatto un bisogno, nessun valore alla relazione in sé, nessun legame, nessun sentimento duraturo, solo emozioni superficiali pronte per essere sostituite da nuove.
Le relazioni liquide si possono vedere in tutte le sfere della vita, sia nell’ambito della coppia che nell'amicizia e nella famiglia. Il punto che hanno in comune è la fragilità, che gli impedisce di durare nel tempo. Come succede con l'acqua, questi legami effimeri occupano momentaneamente uno spazio nella nostra vita, ma vengono drenati velocemente così come sono entrati nella nostra esistenza. Queste relazioni scompaiono a causa dell’infedeltà, di conflitti o con il pretesto del bisogno di libertà. Perché si creano queste relazioni? Perché abbiamo bisogno di legare la nostra identità a qualcosa, e in un epoca di vuoto, riferito a valori, idee e significati di esistenza, ed apparentemente sembra, che l’unico sostegno, resti la soddisfazione immediata di un bisogno, di un desiderio. “Le persone che intrattengono relazioni liquide hanno rinunciato a pianificare la loro vita a lungo termine, sperimentano uno sradicamento emotivo molto profondo. La società gli impone una enorme flessibilità, la frammentazione e la compartimentazione degli interessi e degli affetti. Per avere successo devono essere disposti a cambiare tattica e tradire impegni e lealtà. Questo ha generato l'idea che sia meglio rompere rapidamente una relazione perché i sentimenti possono creare dipendenza. Si deve coltivare l'arte di troncare le relazioni prima che sia "troppo tardi.” Probabilmente sarà necessaria una controtendenza, si dovrà cercare di educare le nuove generazioni a non avere troppa paura della sofferenza, istruirli alla determinazione, alla conquista, al lavoro duraturo, ed, forse anche di più, a sostenere la frustrazione, che può derivare dal dover attendere che i risultati che si vogliono, possano avere tempi e modi che non prevedono risultati eclatanti nell’immediatezza. Raccontargli che è molto più entusiasmante creare legami ed amicizie, sulla base di esperienze condivise, invece che di “emoticon” e istantanee di apparente connessione, che si può litigare e tornare ad essere amici, che dallo scontro spesso nascono gli incontri migliori, perché vissuti nell’autenticità e dentro la verità di ognuno, invece che sul soddisfacimento di un bisogno immediato e narcisistico. Che ogni cosa per diventare migliore ha bisogno del tempo, come il vino nelle botti, la stagionatura di certi cibi, e che il tempo a disposizione in un esistenza, è abbastanza lungo per provare esperienze, ma che è necessario un tempo aggiuntivo per farle sedimentare e trasformare interiormente, affinchè possano lasciare una traccia, un solco, una scia di vitalità, che vada ben oltre il fotogramma di un istantanea, e infine insegnare che nessun tempo è sprecato, se vissuto, si nell'esperienza presente, ma con l’occhio attento sul futuro e sullo sviluppo, perché una società che procede così in fretta, senza chiedersi dove sta andando, e come ci sta andando, è solo destinata a cadere in un burrone di tedio e disperazione. Monica Fiocco




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