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Tradimento e perdono

  • monica.fiocco
  • 30 set 2019
  • Tempo di lettura: 4 min

Nel saggio di Hilmann  “Puer Aeternus” si declinano i temi del tradimento  e del perdono,  come trama del vissuto d’amore di ognuno, credo  che valga la pena ricordarne i passaggi  per l’attualità dell’argomento, in un epoca come la nostra  così drammaticamente permeata   dalla paura d’amare. In ogni relazione d’amore , l’essere umano si comporta come il l’eterno fanciullo , ovvero come colui che crede,  con la  fiducia originaria,  di nascita, che nel vero amore non esista  il tradimento. Nasciamo dunque  con una fiducia primordiale  nell’amore, lo stesso che abbiamo sperimentato nel ventre materno, dove non esistendo lo stato  di bisogno, eravamo soddisfatti  e protetti dalla simbiosi con il corpo di nostra madre, stato che perdura anche  quando siamo piccoli, e  la nostra vita dipende dalle cure dei nostri genitori, viviamo felicemente  immersi nell’affidamento totale all’amore parentale. Il senso di onnipotenza sperimentato dal bambino, in questa prima fase  di amore simbiotico, è denso di gratificazioni, di calore umano, di protezione, di soddisfazione, e resta come imprinting dell’amore perfetto, dove non è necessario chiedere, perché tutto è gia  a disposizione per essere goduto. Crescere emotivamente  significa uscire da questa fase idealizzata dell’amore, per entrare  in una dimensione   più realistica dell’esistenza umana, e dei sentimenti , ecco che  il passaggio da uno stato all’altro è segnato  dal “tradimento”inevitabile, che ogni vita ad un certo punto incontra, si può trattare del tradimento di un padre, di quello di un amico, di un adulto. Questo tradimento, è vissuto in epoca infantile e soprattutto adolescenziale in modo drammatico perché spacca la fiducia originaria nel mondo e nella vita, e getta l’individuo nello stato dinamico delle oscillazioni esistenziali e della sua ambivalenza interiore. La vita autentica inizia nel momento in cui,  per rispondere a questo tradimento, l’essere umano inventa la sua semantica relazionale e affettiva, di cui verranno permeate le sue relazioni,  ed il suo accesso nel mondo. Essendo un vissuto particolarmente drammatico, in cui si prova  la solitudine e la sofferenza come dimensione profonda dello stare al mondo, ogni essere umano conoscerà  reazioni personali alla ferita ricevuta, Hillmann, nel suo saggio,   ci parla di reazioni più o meno generali dell’animo umano, che credo utile  elencare, perché sono lo specchio di ciò che sperimentiamo ogni  giorno. La prima reazione è la vendetta quella sintetizzata nella frase “te la farò pagare” ovvero costi quel che costi mi sentirò riparato dalla ferita che mi hai inflitto  se mi vendicherò. Immaginiamo dunque la vendetta ad ogni costo come  la reazione ad un tradimento sia esso di un amante di amico o di una persona a cui siamo legati, come una risposta possibile alla ferita del tradimento. La seconda reazione è  La negazione dell’altro Quando in un rapporto,  uno dei due partecipanti subisce una delusione, la tentazione è quella di negare il valore dell’altro. In un colpo solo si vede tutto il negativo  dell’altro che da idealizzato, come fonte di gratificazione e amore viene negato perché tradisce, si interrompe bruscamente il flusso di proiezioni, diremmo dunque dalle  stelle alle stalle. Anche in questo caso chi è tradito finisce per tradire. La terza reazione è il cinismo Una delusione d’amore verso un amico, un nostro familiare  può portare non solo alla negazione dell’altro, ma alla negazione dell’ “amore”, dell’ “amicizia”, provocando un notevole restringimento della nostra visone del mondo, della nostra mappa della realtà.  Allora “tutti” gli amici sono diventati infedeli, L’amore non esiste “Il bambino tradito giurà che non credera’ più a nulla ”. così  chi è tradito finirà per tradire. Che cosa? Se stesso, i propri desideri le proprie aspettative, i propri talenti, la propria anima. Il “nichilismo” è una forma di cinismo portato all’estremo per cui si finisce per non credere più in “nulla”. Il quarto tipo di reazione è la  negazione di sè Una confessione tradita da una persona di valore per noi, l’infrangersi di un sogno o di  un progetto che custodivamo nel nostro cuore: “Questo non l’ho mai detto a nessuno”, un segreto, un nostro valore profondo,. quando si rompe un’amicizia, una collaborazione, una storia d’amore, di colpo viene alla luce il nostro lato oscuro e cominciamo a giustificare le nostre azioni con un sistema di valori che non ci appartiene.  In quel momento ci consegniamo al nostro nemico interno. Poiché  ci siamo rivelati, e la nostra fiducia è stata tradita non ci esporremo mai più, non riveleremo più i nostri sentimenti, anche in questo caso tradiamo noi tradiamo noi stessi generando un oceano  di sofferenza chiusa e ostile verso il mondo. Ed è proprio  Il tradimento di sé la cosa più grave che imponiamo a noi stessi,  diventando cinici o persecutori .  E così c’è chi chiude con l’amore, con l’intimità , con tutte le cose in cui si è  sempre creduto nella vita, viene a mancare il coraggio interiore di affermare la validità del nostro mondo interiore malgrado la delusione e la sconfitta momentanea. La quinta reazione è ciò che Hilmann chiama la scelta paranoideovvero la ricerca del rapporto perfetto, con la  persona che possa garantirci di non tradirci mai, con la quale stipulare un patto, un accordo, qualcosa che ci metta al riparo dal rischio di essere traditi ancora. Qualcuno che non ci dovrà mai deludere, che ci sia devoto, un rapporto creato dunque sulla staticità sulla distorsione della realtà, che non trova nella dialettica del vivere una  collocazione, alla fine un rapporto di potere e non di libertà. Le reazioni fin qui elencate, rappresentano le vie “inferiori” di difesa della personalità, roccaforti dell’ego. Esistono  poi le  vie superiori, difficili da percorrere, che attivano la parte più sensibile  della nostra intelligenza e della nostra forza d’animo, imparare a “perdonare”, ovvero donare a noi stessi e  all’altro la massima comprensione possibile, su ciò che è accaduto, riuscendo a vedere la trama complessiva degli accadimenti in una prospettiva più ampia , comprendendo  il valore delle relazioni umane, ma anche la  delicatezza e la complessità di come funzionano davvero.  Ciò  fa approdare, dopo molte tempeste,   ad un idea più realistica dell’amore, da cui non viene più escluso  il rischio del tradimento,  come un rovescio di medaglia, ma che una volta accettato, e proprio in funzione di questa accettazione,   non può più  offuscare, negare, o sopprimere,  la bellezza ed il grande potere creativo vitale dell’amore.  Monica Fiocco ​

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