Valore intrinseco e valore strumentale delle relazioni.
- monica.fiocco
- 22 mag 2020
- Tempo di lettura: 2 min

Una delle prime domande a cui dovremmo rispondere per capire se una relazione è sana oppure no, e’ questa:
Sento di avere un valore intrinseco per l’altro, oppure che prevale in questo rapporto il valore strumentale?
O ancora, a questa persona riconosco una soggettività autonoma, oppure la sua presenza nella mia vita è esclusivamente funzionale ad un mio bisogno?
Viviamo in un epoca complessa oltre che di consumismo emozionale, anche di un nuovo narcisismo tragico, epoca in cui spesso il valore strumentale della relazione prende il sopravvento su qualunque altro riferimento.
In tutte le relazione umana esiste una quota parte, legata al bisogno, all’attaccamento, alla sussistenza e spesso alla salvaguardia e alla sopravvivenza di se stessi.
E’ il caso della relazione madre figlio, che resta per lungo tempo una relazione di tipo funzionale.
Il bambino infatti ha bisogno delle cure materne per sopravvivere, senza le quali non potrebbe crescere ed evolvere.
Pian piano però nel normale processo di crescita nel bambino affiora il valore intrinseco della madre, che viene amata ed apprezzata oltre “ cio’ che può dare” .
L’individuazione, ovvero il riconoscimento di se stesso, come essere autonomo, permette il riconoscimento dell’autonomia e della soggettività materna.
Nelle relazioni interpersonali della vita di un essere umano, relazioni parentali, amorose, amicali, il tipo di relazione possibile ed anche il suo valore viene iscritto dalla capacità di investimento affettivo, sulla qualità del valore intrinseco dell’altro.
Se si resta collegati solo ed esclusivamente al valore strumentale e soggettivo del ruolo dell’altro, ingaggeremo una guerra senza fine nella ricerca estenuante di piegare l’altro ai nostri bisogni, e l’altro verrà considerato esclusivamente negli aspetti di soddisfacimento del bisogno personale, e non gli verrà riconosciuto alcun valore di soggettività.
Si creano in questa modalità pervasiva, legami caratterizzati dall’attaccamento, dalla possessività, dalla gelosia, e spesso dalla prevaricazione.
Questo tipo di legame, che definirei di tipo arcaico, produce sofferenza in entrambi i partners, nei quali si oscilla tra periodi di attaccamento viscerale e profondo, a dolorose pause di distanza ed estraneità.
Spesso nell’altalena estenuante dei poli apposti, può trovare terreno fertile disagio e frattura, con spirali perfino di violenza e di abusi.
Sia gli uomini che le donne, sono toccati dal destino infausto delle relazioni strumentali, e può capitare di ritrovarsi coinvolti in essi, malgrado le migliori intenzioni , ciò avviene perchè senza una reale consapevolezza di sè stessi, è più difficoltoso creare basi serene su cui le relazioni possono prosperare e crescere.
Accade che ciò che riusciamo a percepire di noi stessi, non sia visibile all’insieme della nostra coscienza, che contenendo parti in ombra agisca, qualche volta in direzione opposta al nostro benessere.
Le parti più in ombra della coscienza personale non sono solo da svelare e conoscere, non basta farle affiorare, per poterle neutralizzare, è necessario un lavoro costante di riconoscimento e adattamento, ed è questo il motivo per cui il counseling si pone come uno strumento prezioso nella crescita personale.
Il mondo delle relazioni umane può essere ricco di soddisfazione e nutrimento reciproco , ma può anche diventare la porta di un inferno interiore che crediamo sia, la nostra vita.
Monica Fiocco




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